marmellata di ALBICOCCHE

Frutta e verdura in abbondanza, è estate e tempo di marmellate. Per preparare le migliori ci vuole quella matura: dolce, morbida, maturata al sole. Quindi meglio evitare la frutta del supermercato, va bene quella del fruttivendolo sotto casa al quale magari possiamo chiedere uno sconto per i pezzi più maturi e che difficilmente riuscirà a vendere. Non so perché ma c’è chi preferisce frutta acerba e più bella che buona. Ottimo sarebbe avere un albero in giardino e raccogliere quelle cadute dopo il vento o un temporale, oppure grazie a una scrollata, leggera, dei rami. Quando ne avete raccolti 2 kg., il minimo per mettervi a lavorare, eccovi un ricetta semplice e naturale con un gusto leggermente diverso.

Preparazione: lavate bene le albicocche e togliete il nocciolo, è sufficiente aprirle in due parti, metterle in una pentola grande e accendere il fuoco basso. Aggiungere una banana ben matura, una mela rossa dolce, lo zucchero di canna e un pezzetto di zenzero fresco e pelato. Mescolare con un cucchiaio di legno e chiudere la pentola. Dopo qualche minuto tornare a mescolare il tutto e, se la frutta ha iniziato a perdere il liquido, si può frullare direttamente nella pentola. Toglierla e metterla in un frullatore, e poi rimettere il frullato nella pentola, è un processo più laborioso ma fattibile. Il livello di frullatura dipende dal gusto di ciascuno: marmellata morbida, con pezzetti, a pezzettoni, quasi intera. Va da sè che se la frutta si taglia fina prima di metterla in pentola non c’è bisogno di frullarla. Cuocere a fuoco lento per 5 – 10 minuti dal momento del bollore; il tempo dipende dalla quantità di acqua contenuta nella frutta e dalla consistenza della marmellata che si vuole raggiungere. La marmellata calda è sempre più dolce e liquida di quella a temperatura ambiente. Per provarne il sapore e la consistenza fare la prova piattino: se ne mette un cucchiaio su un piattino, si aspetta che si raffreddi e poi si inclina il piattino per verificarne la consistenza, quindi la si assaggia per il sapore. Manca zucchero, ci mettiamo un’altra banana o ancora zenzero?

Ingredienti: 2 kg. di albicocche senza nocciolo, 1 banana grande ben matura, 1 mela rossa dolce, 500 g. di zucchero di canna, un pezzo di zenzero.

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DMITRIJS Breaking Time – Julius Reque

Dmitrijs Breaking Time

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Dmitrijs Breaking TimeJulius Reque Vancouver, Canada

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I was walking with my friend, Dmitrijs, and taking photos around Vancouver. We went inside this building that had an interesting sculpture-like set of stairs that lead nowhere, it just brought you up. As I look behind the camera to take a photo he stepped into the frame and started climbing. In a split second I decided to hold the shutter until he got to the middle. I didn’t really think much about it until I transferred the photos to my computer later on, and scrolling fast through the series he seem to be actually moving in a single frame, like in a movie. That’s when I thought I’d superimpose the frames into one.

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Killer instinct, in this case photographer instinct, is what drove Julius toward a great image. Nowadays big cities flourish in modern and original architecture, taking pictures of them is fairly easy and common. What’s more difficult is inserting human presence in a congruent and meaningful way; here almost a cinematic way: the meeting point of photography and video.

il TONNO ROSSO alla maniera di CARLOFORTE, in Sardegna

Carloforte è l’unica città dell’isola di San Pietro, alla quale a volte da il nome, situata a poca distanza dalla costa sudoccidentale della Sardegna. Colonizzata nella prima metà del XVIII secolo da pescatori liguri di corallo rosso, ne mantiene la lingua e molte delle tradizioni. La pesca del tonno nella regione del Sulcis risale invece al XV secolo, mentre la sola tonnara sulcitana ancora in attività, quella dell’Isola Piana, a circa mezzo miglio marino dalla punta nordorientale dell’isola di San Pietro, alla fine del XVII secolo. Si pesca da aprile a metà luglio in tonnara, oppure usando la tonnara volante, con rete da circuizione, o con un sistema di lenze indicato come palamiti. Quando la pesca è buona le reti si riempiono del pregiato tonno rosso, Thunnus thynnus, o tonno a pinna blu, per intendersi quello che si consuma pure crudo nei piatti di sushi sashimi, e per il quale i giapponesi sono disposti a pagare autentiche fortune.

La cucina di Carloforte è a forte identità mediterranea: prodotti freschi e genuini sposano aromi e sapori locali in piatti gustosi e dai colori intensi, come nella ricetta del tonno con pomodori al profumo di alloro.

Preparazione: si taglia il trancio di tonno rosso a grossi tocchi e lo si rosola, sui due lati, nell’olio bollente avendo cura di non spezzarlo; meglio usare un cucchiaio o una pinza di legno per girarlo. Quando la cottura inizia a entrare nella carne, che cambia colore, abbassare la fiamma, aggiungere le foglie di alloro spezzettate e il vino bianco spruzzato abbondantemente che va fatto sfumare a fiamma più forte. Poco prima che si asciughi completamente il vino aggiungere i pomodori tagliati a dado. Salare e fare addensare il sugo. Generalmente, da questo punto in avanti, 10 minuti di cottura sono sufficienti. Per chi preferisca un tonno semi crudo, solo rosolato sui lati, la cottura si interrompe quando il vino bianco è sfumato, e la salsa rossa, preparata a parte, va aggiunta direttamente nel piatto.

Ingredienti per 4 persone: 600-800g di trancio di tonno rosso, olio extravergine di oliva, foglie di alloro, pomodori maturi, sale. Il vino bianco di Sardegna si sposa alla perfezione: Vernaccia di Oristano o Vermentino.

foto e contributo al testo © Valerio Griffa

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BERLIN MITTE – Jörg Schmiedekind

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Berlin Mitte project – Jörg Schmiedekind – Berlin, Germany

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Denn oft ist das Gewöhnliche spektakulär genug = Because the ordinary is often spectacular enough.

Jörg Schmiedekind started painting at the age of 16. After copying surrealists masters like Magritte, Tanguy and Max Ernst he found interest in photorealism. While painting he was also photographing his hometown, which is nearly free of classical points of interest; he lately decided to take some of these photographs as pattern for photorealistic oil paintings on canvas.

That was the beginning of a serious occupation with cityscape photography, it was around 1983.

The following year Jörg went to Berlin to study architecture; since 1992  he’s working as an architect.
After wandering the city without a camera for many years,  in 2005 he decided that cityscape photography should enter his daily routine. He now carries around, most of the time, a Canon Eos 5d mark II.

As one can see in his photographs, gray and cloudy skies are his favorites, and that’s because of an homogenous tracing of all objects and of the possibility to act free with no restriction resulting from sunlight-direction.
He considers that in an ideal, and touching situation, beyond their everyday usage trivial objects could stand for themselves in a photograph, no people around.
Berlin Mitte is a work-in-progress that develops in a new city which has changed a lot in the last 20 years. Schmiedekind’s photography is not about documenting, although he considers that great jobs have been done along with some bad ones, but mostly a quest for interesting situation beyond architectural photography.
“This is my personal look on what’s happening in Berlin, putting so-called ugly things into an aesthetic context”.
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GAZA is Wonderful

all photos © Alessandro Gandolfi

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Gaza is an open air jail. Isolated from Israel, occupied by an extremist party, forgotten by
the rest of the world. But who lives inside – almost two million of people –  dreams about
a normal life. A family, friends, a decorous job.  He wants to have fun, make sport, surf
on internet,  listen to music.

From the outside, Gaza is a hell. From the inside, Gaza is a place of dignity and hope that
nobody wants to describe. Because the international journalism shows only pain and suffering,
destruction and poverty. But luckily it is not only like this.

The book “Gaza is Wonderful” it is a provocation, but just to a certain extent. Because the
project has the goal to show the other side of Gaza. The one that is ignored by the media,
that only a few think it exists indeed. The Gaza of the new generations, who don’t forget the
tragic political context and yet they look ahead, they dream the peace, they imagine a better
future and they try to build it every day.

See te project at www.gazaiswonderful.com

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LIGHT ATTACK – Susan Bein

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Light Attack – Susan Bein – Portland, Oregon, Usa

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I took it while waiting in an ugly office. The only thing that was nice was this stream of light, and I wanted to capture its beauty, so my solution was to blur it to reduce it to its essence. It made my wait worthwhile, and allowed me to be ‘in the moment’ and creative in a very non-creative environment while doing a very pedestrian thing, waiting for a bureaucrat to shuffle papers. For me it’s about finding a speck of beauty in the quotidian.

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Out of focus can be such a nuisance for the eye that sometimes photographer’s intentions get as blurred as the image, this is not the case. Susan goes straight to the point and steals light it’s essence: a beautifully painted bright ray. The idea, and the result, is definitely in focus.

la BOULOGNAISE – Amandine Paulandré

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la Boulognaise – Amandine Paulandre – Paris, France

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I was wandering the Bois de Boulogne, a forest near Paris, with a friend, I wanted to shoot her. I like to say something different with my images, I think I have a pretty neutral style but I also like to play with the lines of Nature. So, when I saw the big tree on the ground I knew I found what I was looking for, since I wanted a shot in the serie without the face of the model. It’s more a one of a kind i guess. I’m not sure what it conveys to other people but for me it has a certain sense of serenity. The hair look like octopus’ legs, i liked this idea.

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No matter how perfect and inspiring the result image is, model photography can be utterly boring in the dullness of repetition: beautiful model, beautiful setting, beautiful everything and again. In la Boulognaise, Amandine Paulandré breaks out from the cristal box and create a connection between a perfect setting, a forest by end of summer, and a beautiful girl … We can’t see her, that’s true, but how could it be otherwise with all that beauty around?! Imagination.

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