marmellata di ALBICOCCHE

Frutta e verdura in abbondanza, è estate e tempo di marmellate. Per preparare le migliori ci vuole quella matura: dolce, morbida, maturata al sole. Quindi meglio evitare la frutta del supermercato, va bene quella del fruttivendolo sotto casa al quale magari possiamo chiedere uno sconto per i pezzi più maturi e che difficilmente riuscirà a vendere. Non so perché ma c’è chi preferisce frutta acerba e più bella che buona. Ottimo sarebbe avere un albero in giardino e raccogliere quelle cadute dopo il vento o un temporale, oppure grazie a una scrollata, leggera, dei rami. Quando ne avete raccolti 2 kg., il minimo per mettervi a lavorare, eccovi un ricetta semplice e naturale con un gusto leggermente diverso.

Preparazione: lavate bene le albicocche e togliete il nocciolo, è sufficiente aprirle in due parti, metterle in una pentola grande e accendere il fuoco basso. Aggiungere una banana ben matura, una mela rossa dolce, lo zucchero di canna e un pezzetto di zenzero fresco e pelato. Mescolare con un cucchiaio di legno e chiudere la pentola. Dopo qualche minuto tornare a mescolare il tutto e, se la frutta ha iniziato a perdere il liquido, si può frullare direttamente nella pentola. Toglierla e metterla in un frullatore, e poi rimettere il frullato nella pentola, è un processo più laborioso ma fattibile. Il livello di frullatura dipende dal gusto di ciascuno: marmellata morbida, con pezzetti, a pezzettoni, quasi intera. Va da sè che se la frutta si taglia fina prima di metterla in pentola non c’è bisogno di frullarla. Cuocere a fuoco lento per 5 – 10 minuti dal momento del bollore; il tempo dipende dalla quantità di acqua contenuta nella frutta e dalla consistenza della marmellata che si vuole raggiungere. La marmellata calda è sempre più dolce e liquida di quella a temperatura ambiente. Per provarne il sapore e la consistenza fare la prova piattino: se ne mette un cucchiaio su un piattino, si aspetta che si raffreddi e poi si inclina il piattino per verificarne la consistenza, quindi la si assaggia per il sapore. Manca zucchero, ci mettiamo un’altra banana o ancora zenzero?

Ingredienti: 2 kg. di albicocche senza nocciolo, 1 banana grande ben matura, 1 mela rossa dolce, 500 g. di zucchero di canna, un pezzo di zenzero.

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EMPANADAS di carne – la ricetta di SALTA, Argentina

L’empanada, alla base della cucina regionale argentina, non è originaria del Sudamerica e nemmeno della Spagna, dove già appare nei trattati culinari medievali, bensì della cucina araba. In Argentina ogni provincia ha la sua versione, sia per quanto riguarda la forma, il ripieno e la maniera di cucinarla, ma la più famosa e rappresentativa è senza dubbio quella di Salta: di carne tagliata col coltello e cotta al forno.

La carne è quella del vitello, roast beef o lombatina, e tagliata a coltello, cortada a cuchillo, perché si asciuga meno in fretta di quella macinata. Si scalda il grasso in un tegame, grasso purificato di vacca o lardo, se si usa olio meglio quello extra vergine, si dora l’erba cipollina tagliata fine e si aggiunge la carne. Quando cambia di colore la carne togliere il tegame dal fuoco. Aggiungere le patate tagliate a cubetti, patate grandi lesse, le olive verdi tagliate fine, l’uva passa bianca, le uova sode tagliate a pezzettini, i condimenti come peperoncino, peperoni in polvere, pepe e sale.

La sfoglia si prepara con farina comune, acqua salata e grasso purificato di vacca o lardo, ancor meglio con grasa de pella … cioè: 5 parti di grasso purificato di vitello, 1 parte di latte, 2 foglie di alloro, sale; sciogliere il grasso, unire gli altri ingredienti, mescolare. Si conserva in barattoli di vetro.

Si tira la sfoglia, si taglia in porzioni rotonde, si mette il ripieno nel centro e si chiude come fosse un mollusco bivalve. La sfoglia aderisce meglio passando un dito bagnato d’acqua sul bordo prima di ripiegarla. Il tipo di bordo, repulgue, è a discrezione del cuoco, e si può differenziare a seconda del ripieno.

Si spennella l’empanada cruda con un uovo sbattuto e si mette in forno a 180° per 10-15 minuti. Volendo si accompagna con una salsa non troppo piccante a base di pomodori. Si mangia con le mani. La morte sua è con una bottiglia di Malbec, vino tinto, che se vogliamo della stessa regione sarà del Cafayate.

Per il ripieno: mezzo chilo di carne, 200 grammi di grasso, 100 grammi di uva passa, 1 dozzina e mezza di olive verdi grandi, 3 uova sode + 1 tuorlo per la spennellatura, erba cipollina, peperoncino, peperoni in polvere, sale e pepe.

Per la sfoglia: 750 grammi di farina, 150 grammi di grasso, acqua salata tiepida. Lasciare riposare l’impasto per 15 minuti.

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